martedì 17 ottobre 2017

Prime interviste!

Sono di corsissima ma riesco comunque a darvi qualche info sul mio ultimo libro, sono due interviste. La prima, domani sarò a Radio Base vicino a Venezia, questo l'articolo dell'editore: edizionidelfaro.it/evento/fornaro
La seconda, l'intervista di una bravissima blogger, eccola qua: marialuciaferlisi.blogspot.it/fornaro/inquantisiamorimasti.

Vi ricordo che per acquistare direttamente il mio libro potete cliccare qui: edizionidelfaro.it/inquantisiamorimastiinquestocaffè
Tra qualche settimana sarà disponibile in tutte le librerie, online e non, e anche su Amazon. 

sabato 14 ottobre 2017

In quanti siamo rimasti in questo caffè

Buongiorno! USCITO!!!!! 😍😎😉

Per acquistare subito la mia ultima raccolta di poesie potete cliccare qui: www.edizionidelfaro.it/inquantisiamorimastiinquestocaffè. Si legge il link??! 😋
Il libro sarà vendibile nelle librerie, online e non, tra circa una settimana e poco dopo anche su Amazon.
Inizierò già da subito il tour promozionale, mercoledì mattina sarò ospite di una radio veneziana: Radio Base. Farò un post con tutte le info per seguirmi.


venerdì 13 ottobre 2017

Una poesia, un evento e una richiesta

Ormai ci siamo veramente. Penso manchino poche ore all'uscita della mia raccolta (la quarta) di poesie, In quanti siamo rimasti in questo caffè. Edita sempre da Edizioni del Faro e proprio dall'editore aspetto la mail di conferma uscita, inizierò il tour promozionale mercoledì della prossima settimana, quando sarò ospite di una radio veneta. Tutte le info nei prossimi giorni.
Allora, prima che possiate leggere tutte le settanta poesie che costituiscono In quanti siamo rimasti in questo caffè, posto l'ultima su questo blog e vi ricordo che per organizzare eventi con me, potete contattarmi sui social oppure scrivermi qui: maurofornaro76@gmail.com. Dai, con il vostro aiuto sarà più facile!
Ph. William Nordio

SINE CERA

I Romani fabbricavano certi vasi fatti con una cera speciale,
questa cera a volte era talmente pura e perfetta da far sembrare i vasi trasparenti
addirittura da poter distinguere un oggetto,
come ad esempio una collana preziosa, al loro interno.
Di quel vaso, fine e limpido, i romani dicevano "Come è bello,
sembra che non ci sia nemmeno la cera. E' un vaso "sine cera"
che vuol dire senza cera.
Sine Cera era un vaso finissimo, delicato, ma proteggeva e permetteva
la visione di ciò che si trovava al suo interno.
Quel vaso dovresti essere tu,
e contenere
solo cose preziose,
come l’amore e la vita.
Proprio tu,
come quei vasi,
sei straordinaria.
Mirca.

martedì 10 ottobre 2017

Qualche motivo per leggere...

In attesa dell'uscita della mia prossima raccolta di poesie, ormai imminente, vi segnalo do qualche buon motivo per leggere, non solo le poesie, a letto. L'articolo completo lo trovate qui: libreriamo/beneficidellaletturaprimadiaddormentarsi.
...Non c’è buonanotte migliore prima di addormentarsi, che lasciarsi cullare dalle pagine intrise d’inchiostro sognando mondi lontani. Ragion per cui anche la scienza ha dimostrato di come la lettura possa aiutare a dormire meglio, fatta eccezione delle notte insonni per terminare il libro intero. La lettura è un grande allenamento per il cervello, esattamente come quando ci apprestiamo a fare una corsa come fare una corsa. Il corpo si rilassa e quando il cervello è felice, abbiamo più probabilità di dormire serenamente. Chiunque abbia provato a leggere prima di addormentarsi, darà ragione di questo. Anche se stai leggendo per 10 minuti, fa una grande differenza per la tua mente. Passando da una notte insonne all’altra, ecco sedondo Bustle alcuni motivi per cui la lettura può conciliare il nostro sonno.
Riduce lo stress
I ricercatori dell’Università di Sussex hanno scoperto che mezz’ora dedicata alla lettura prima di dormire, riduce notevolmente i livelli di stress più efficacemente  rispetto ad altri metodi di rilassamento come l’ascolto della musica o bere del tè. E poiché lo stress è un fattore importante per l’insonnia, la lettura può aiutare a frenare alcuni pensieri negativi che vagano nella testa prima di andare a letto.
Aiuta a distaccarci da smarthpone e tablet
Gli esperti del sonno consigliano di evitare la luce troppo luminosa come quella di tablet e smartphone, se la sera ci si vuole addormentare rilasati. Ciò che si consiglia è di posare sul comodino gli strumenti tecnologici e rilassare la vista leggendo un libro su carta stampata.
Induce a sognare i personaggi dei libri
Molto spesso vi sarà capitato di sognare situazioni che vi sono capitate durante il sonno. La maggior parte dei lettori sostiene di aver sognato i personaggi incontrati nelle pagine di un libro dopo aver letto prima di addormentarsi.
Fa parte della routin serale
La National Sleep Foundation raccomanda l’istituzione di una routine serale per prepararsi al meglio al sonno, magari con una tazza di tisana. Indossare qualcosa di comodo e carino per leggere la sera, è un modo favoloso per ricordare al cervello di lanciarsi nelle braccia di morfeo dopo una buona mezz’ora di lettura.
Aiuta il corpo a distendersi
Tra un’attività e l’altra, secondo gli esperti, deve trascorrere almeno un’ora affinchè il corpo si rilassi nel modo giusto prima di addormentarci. Quale modo migliore se non leggendo un libro per far rilassare così anche la mente? Attenzione a non imbattersi in un thriller o un romanzo giallo se non si vuole rischiare di star svegli tutta la notte.
Insomma, leggete anche la sera prima di addormentarvi e la mattina sarete persone migliori! 😉

lunedì 9 ottobre 2017

Inizio settimana con Hank

Da un po' di giorni mi gira in testa questa canzone, soprattutto quando dice 

Il silenzio di una stella cadente
accende un cielo viola
e mentre mi chiedo dove tu sia
sono così che potrei morirne.

Ascoltatela anche voi, magari vi aiuta a capire come mi sento.
Buona settimana.

giovedì 5 ottobre 2017

Un po' di sport...

Ritorno dopo un po' di tempo a parlare di sport. Ne approfitto, in attesa dell'uscita del mio prossimo libro. L'articolo che commento lo trovate completo qui: emiliaromagnamamma/troppiragazziabbandonano.

L'articolo parla dell'annoso problema dell'abbandono dello sport da parte dei ragazzi, argomento di cui ho già parlato varie volte in questo blog.

Concordo con l'articolo: Non è vero che il secchione è una schiappa nell’attività fisica, non è vero che l’atleta è un somaro a scuola”. Il punto, semmai, è che allenatori e insegnanti dialogano poco. E che il triangolo docenti, società sportive e famiglie non viene quasi mai attivato in favore della crescita dei bambini e dei ragazzi. Esatto, come tutta la cultura in generale, ebbene sì, lo sport è cultura, va in secondo piano rispetto alla vita di tutti i giorni. Come se si potesse vivere senza cultura...
I dati ci dicono che: negli ultimi dieci anni circa un ragazzo tra i 12 e 14 anni su dieci abbandona lo sport prematuramente, cioè prima di raggiungere il proprio potenziale. La media europea è dell’8%. Ma da noi il fenomeno è aggravato ancora di più dal fatto che la partecipazione giovanile alle attività sportive è più bassa rispetto ai Paesi vicini. Mentre nel resto d’Europa fanno sport nove ragazzi su dieci, da noi fanno sport sei ragazzi su dieci. Quando lasciano, non lo fanno per scegliere altre discipline ma per condurre una vita sedentaria. Già, ma come già detto più volte, lo sport in Italia è visto come "un qualcosa da fare quando si sono fatte le cose importanti". E questo concetto diventa ancora più pesante con le femmine.
Ritengo che la responsabilità sia un po' di tutti, lo si legge anche nell'articolo, le famiglie danno poca importanza o troppa allo sport. Molti genitori vorrebbero avere dei figli campioni, normale. Senza conoscere le dinamiche che fanno di un atleta un campione. A parte il talento, pensate all'abnegazione, ai sacrifici, allo stress che ti fanno diventare un professionista. Ma spesso i genitori vorrebbero un figlio campione nelle stesso tempo in cui si scarica un app sul telefonino. Eviterò di parlare dei ragazzi e della scuola, solo per evitare di essere prolisso. Mi concentro sui colleghi. Spesso impreparati e senza una vera mission. Molti fanno gli allenatori/educatori/insegnanti/ (scegliete voi il termine) nel tempo libero, ma sovente pensano che dedicare del proprio tempo sia già sufficiente. Una cosa è essere un professionista, un'altra è essere professionale. Onestamente, la situazione ritengo sia disperata, almeno nel basket. Poche società, io sono fortunato perché lavoro in una di queste, pensano ad una programmazione seria. Dove, vicino a tante persone che lo fanno "per passione", ci sono dei tecnici professionisti. E le società? o vivono per fare volontariato sportivo, o pensano solo ai risultati. Pochi pensano all'aggregazione sportiva abbinata alla formazione sportiva. E qui il discorso potrebbe non finire più...

martedì 3 ottobre 2017

Qualcosa di buono ne verrà fuori

Buona settimana, anche se è già martedì!
Lo so, lo sto leggendo molto a rilento In quanti siamo rimasti in questo caffè, ma non preoccupatevi, finirò il libro entro questa settimana. Promesso! 😉
La raccolta di poesie sarà edita sempre da Edizioni del Faro, il mio editore fin dall'inizio della mia attività di scrittore, la raccolta di poesie racchiude gli scritti dei miei ultimi anni. 


Intanto vi invito a seguirmi nei social per avere tutte le info, vi ricordo che potete acquistare anche gli altri miei libri, contattandomi o direttamente nel sito dell'editore. 


QUALCOSA DI BUONO NE VERRA’ FUORI
E’ agosto
piove 
e non si arriva 
ai venti gradi.
Come se fosse 
fine settembre.
Decido di mettermi 
a scrivere,
ieri non l’ho fatto.

Sto provando
a lavorare ad
un romanzo che non so
se mai riuscirò
a terminare.
Mi sento
rilassato,
accendo il pc
e so che qualcosa di buono 
ne verrà fuori.
Ho bisogno di stare
da solo
con me stesso.
Sembra facile
ma sono convinto che
molte delle persone che impazziscono
lo fanno
proprio
perché non riescono
a stare da sole.

Cerco un po’ di musica classica,
riesco a trovare il concerto per piano
e orchestra numero 5 
del vecchio Ludwing Beethoven.
Trovo in lui un po’ di tranquillità
e qualche slancio di energia.
Leggo che è
diviso 
in tre movimenti:
Allegro
Adagio un poco mosso (in si maggiore)
Rondò: Allegro
giusto quello che fa per me.
Credimi, non è poi così malaccio
scrivere accompagnato dalla classica.

Penso che 
sia colpa della società 
se l’essere umano sta facendo questa
fine.
Siamo ben oltre l’anno
2000
e non abbiamo ancora
capito un cazzo
di come si sta al mondo.
Siamo possessori 
di tutte le comodità
ma la terra è un fermento
di guerre e disgrazie.
Forse dovremmo essere
tutti artisti,
ognuno perso nel
proprio deserto
di solitudine.
Mi torna in mente 
il pittore Francis Bacon
quando disse
“Ero a Parigi,
ho visto una mostra di Picasso
e in quel momento ho pensato: 
beh, cercherò anch'io di fare il pittore.”

Non sarebbe male essere tutti Picasso,
o Bacon, o magari Beethoven. 
Ma forse
ci annoieremmo
e nessuno andrebbe
a vedere le mostre o
i concerti degli altri.
E chi pulirebbe i cessi?
Chi farebbe interminabili
code alle poste?
Forse è meglio se stiamo
così.
Divisi in classi sociali
e per capacità.
Tutto sommato siamo arrivati quasi
al terzo millennio
e qualcosa di buono 
da questa società 
ne verrà ancora fuori.





Vi lascio con una delle foto dell'ultima presentazione de L'uomo che piangeva in silenzio, che comunque, come tutti gli altri miei libri, continuerò a vendere. Già mi mancano Charlie e Anita, è sempre difficile dire addio alle persone, vale lo stesso discorso per i libri.