martedì 12 dicembre 2017

Tutto è morbido come un cuscino

Continua il periodo di promozioni. Vi avviso già che, questo post e i prossimi due saranno esclusivamente di promozione per due amici e per il catalogo del mio editore. Oltre a questi, continuerò con il mio mega post del 1° dicembre, dove vi presento la promozione dei miei libri, valida fino al 7 gennaio. 
Ma veniamo a noi, oggi vi parlo di un caro amico reggino, Maurizio, che dopo anni di indecisione e di "insulti", dovuti alla sua indecisione, da parte mia, si è finalmente deciso a pubblicare una raccolta di racconti. Assolutamente autobiografici, frutto di una infanzia difficile e di una adolescenza turbolenta, per arrivare poi agli appartamenti romani dove ha vissuto per qualche tempo, sono racconti di vita. Quella vera e consapevole delle difficoltà della vita. 
Questo è un libro assolutamente da leggere, perché il ragazzo di stoffa ne ha!
Tutto è morbido come un cuscino, è un libro di Maurizio Caruso, è edito da Maurizio Vetri Editore, se volete saperne di più o direttamente per acquistarlo, cliccate qui: mauriziovetrieditore.com/morbido


lunedì 11 dicembre 2017

Il potere dei libri

Visto che sono nel periodo di rilettura di Twain, vi ripropongo un altro estratto da Il principe e il povero. Parla proprio del potere, quello dei libri...
La madre cadde in ginocchio dinanzi al principe, gli posò le mani sulle spalle e lo contemplò con gli occhi colmi di lacrime dicendo "Povero figlio mio!... Tutte quelle cose che hai letto ti hanno sconvolto il cervello! Ah, perché non mi hai dato ascolto quando ti mettevo in guardia contro i libri?... Adesso mi spezzi il cuore!".


martedì 5 dicembre 2017

Altre ottime recensioni!

PROMO LIBRI
Sempre di più di corsa, sempre meno tempo... uff!
Oggi vi segnalo due blog di due cari amici blogger che hanno avuto il buon cuore di spendere delle belle parole per me. 
Il primo, il blog di Pia - ipensieridip.blogspot.it - dove in questo post, ipensieridip.blogspot.it/premioperme, dice che sono un valido scrittore, come non crederle 😏. 
Il secondo, il blog di un grande conoscitore di King e della letteratura americana in generale, Enrico, direzionekinghiana.blogspot.it. In questo post recensisce il mio ultimo libro di poesie: direzionekinghiana.blogspot.it/inquantisiamorimasti.

Che dire, grazie amici per l'aiuto! E vi ricordo che in questo mio post ci sono le offerte per gli acquisti natalizi dei miei libri: Promolibri.





venerdì 1 dicembre 2017

Promo libri... accorrete!!!

Eccomi con la promo delle feste per i miei libri, valida da oggi, 1° dicembre, al 7 gennaio. 
Questo post lo rivedrete talmente tante volte che alla fine comprerete i miei libri per sfinimento... 😂😎😍😇
La propostona che vi faccio è questa: tutti i libri usciti prima di quest'anno, li potete acquistare al prezzo di €10.00 l'uno; i libri usciti nel 2017 potranno essere acquistati a prezzo pieno, in regalo, però, riceverete la mia prima raccolta di poesie, che risale al 1996, cioè alla preistoria. 
Questa proposta è valida soltanto se acquistate i libri direttamente da me, non vale per le librerie e per il mio editore, Edizioni del Faro. Eventuali spese di spedizione da aggiungere.
Riepilogando, cliccando sul titolo avrete la sinossi e la copertina:




Per sfruttare la promo, scrivetemi sui social, su questo blog o direttamente a maurofornaro76@gmail.com. 


giovedì 30 novembre 2017

Tanti auguri, Mark!

Oggi, 30 novembre, ricorre l'anniversario di nascita di uno dei più grandi scrittori americani, ma non solo, Mark Twain. Scrittore e saggista, ma anche filosofo e acuto osservatore della società americana, narrò in maniera magistrale i conflitti  interrazziali e si divertì molto nello scrivere di democrazia e di libertà. Qui una riflessione da Il principe e il povero, a proposito di letteratura, libri e della loro utilità.
"Quando sarò re, quei poveretti non dovranno avere soltanto pane e un tetto, ma anche libri e insegnanti, perché la pancia piena non conta nulla se anche la mente e il cuore non vengono nutriti come si deve... L'istruzione, infatti, rende il cuore più sensibile, e genera bontà e carità".

martedì 28 novembre 2017

Ancora un po' di America

Vi riporto in america per parlare di centri commerciali e crisi economica. L'articolo completo lo trovate qui: ilgiornale.it/usafallimentiechiusure, io vi propongo qualche passo.

In America si chiama «Retail Apocalypse» ed è il fenomeno che sta annientando il commercio al dettaglio, ridisegnando il mercato del consumo e le economie a esso legate.
L'apocalisse del commercio al dettaglio Usa travolge non solo i grandi marchi ma anche le catene distributive, i luoghi fisici e i centri commerciali.
Un mese fa Toys «R» Us, il colosso Usa di giocattoli (64mila dipendenti e 1600 punti vendita) ha dichiarato bancarotta, la più grande nella storia del retail Usa dopo quella di Kmart nel 2002. Solo nel 2017 sono oltre venti le grandi catene commerciali Usa che hanno presentato istanza di fallimento; tra queste Gymboree Corp, con i suoi 1200 negozi di abbigliamento per bambini in Usa, Canada e Portorico.
La crisi non guarda in faccia neppure i simboli del consumismo americano: per esempio Macy's, una delle più antiche catene di distribuzione Usa, fondata nel 1858; fu in uno dei suoi magazzini che venne ambientato il film «Miracolo nella 34esima strada» dove il vero Babbo Natale veniva assunto come finto Babbo Natale. Per il 2017 Macy's ha deciso la chiusura di 68 punti vendita (che dovrebbero arrivare a 100 il prossimo anno), il 15 per cento del totale, mettendo in crisi 10mila posti di lavoro (3900 sono già stati scarificati nel 2016). Sears Holding (il gigante distributivo americano) ha annunciato la chiusura, dopo Natale, di altri 63 negozi (45 Kmart e 15 Sears), la cessione di asset importanti e accordi con Amazon; nel 2017 la sua quotazione in borsa ha perso oltre il 40 per cento.
... Un'analisi di Cushman&Wakefield, una delle più grandi società immobiliari del mondo, prevede la chiusura di 13mila spazi commerciali nel 2018 (da sommare ai quasi 10mila di quest'anno) e la scomparsa di 300 centri commerciali. Le immagini di queste cattedrali del consumismo abbandonate e decadute, sono parte delle nuove configurazioni urbane. Secondo uno studio Bloomberg/CoStar, nei prossimi anni sarà necessario chiudere oltre il 10 per cento degli spazi retail Usa, convertirli per altri usi o rinegoziarli per affitti più bassi.
Eppure l'economia americana non va male, la disoccupazione è bassa, la fiducia dei consumatori è tornata a salire ai livelli precedenti la grande crisi del 2009; ci sarebbero tutte le condizioni per un boom del retail. E allora perché i grandi marchi falliscono e i centri commerciali chiudono? Certo la crescita dell'e-commerce ha drenato risorse e consumatori dagli spazi fisici alle piattaforme on-line come Amazon (ma anche AliBaba, Zalando e altre); tuttavia l'e-commerce rappresenta solo il 9 per cento dell'intero mercato Usa, quindi non giustifica questa «Apocalisse».
Certo, gli stili di vita sono cambiati e la nuove generazioni (che comunque hanno un potere di acquisto minore di quelle precedenti) privilegiano il consumo delle esperienze a quello delle cose. Ma la verità sembra essere un'altra: ciò che sta facendo crollare il commercio al dettaglio Usa è il fatto che, negli anni passati, per affrontare la crisi recessiva, i grandi marchi e molte catene distributive si sono «sovraccaricate di debiti» a causa di spericolate operazioni finanziarie di leveraged buyout, affidate a società di Private Equity che oggi sono i veri controllori del mercato. Secondo uno studio Bloomberg, «questa bolla debitoria scoppierà nei prossimi anni con effetti spaventosi sull'economia americana». Come conferma il giornalista economico David Dayen: «Otto milioni di lavoratori americani potrebbero vedere il loro impiego evaporare, non a causa della sostituzione tecnologica, ma di uno schema finanziario predatore»...

lunedì 27 novembre 2017

Niente evento, allora parliamo di armi!

Causa motivi organizzativi, l'evento di domani sera è annullato. Peccato, recupereremo!
Intanto, però, vi consiglio di leggere questo articolo, completo lo trovate qui: ilgiornale.it/usaboomvenditaarmilackfriday, che vi riporto in parte. Parla della convenienza di acquistare armi nel Black Friday, perché se è conveniente si compra!
In America dici Black Friday e leggi più 10% in più rispetto all'anno scorso di vendita di armi.
Il 24 novembre ha fato segnare un record inquietante: sono 203.086 i controlli istantanei chiesti all’Fbi seconto quanto riporta Usa Today.
...
Un picco di vendite che non sarebbe stato favorito dai saldi sul costo di pistole o fucili bensì dal timore che un'amministrazione vicina al "partito della armi" possa inserire controlli maggiori sulla vendita. Un boom di vendite anticipato anche dalle indicazioni a Fbi e Atf, l’agenzia federale che si occupa del controllo delle armi, da parte di Jeff Sessions, attorney general, sulle revisione del National Instant Criminal Background Check system. Mossa arrivata dopo il massacro del 5 novembre scorso, compiuto con armi acquistate legalmente,...
Il database che Session vuole aggiornare "è cruciale per proteggere gli americani dalla violenza legata alle armi, ma è affidabile e funzionante solo nella misura in cui le autorità federali, statali, locali forniscono le adeguate informazioni". Inoltre c'è il problema che l'ufficio Fbi, creato per la raccolta dati, sta avendo difficoltà a schedare e incrociare le informazioni per l'aumento costante della vendite di armi...